• Feb 14, 2017|
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L'inverno nelle Marche è un lento andare a ritmo con la Natura.

Le colline si fanno solitarie e il cielo diventa plumbeo, i borghi storici si popolano il sabato nei mercati e la domenica in piazza mentre nei giorni feriali il lavoro quotidiano si porta a compimento in campagna e in città lungo la costa.

Le tavole però, che siano di ristorante, di trattoria o in casa, sono sempre imbandite a festa, perché la cultura del mangiare bene nella nostra regione non cede mai il passo. Il tempo del freddo è riscaldato dal confortevole piacere di cibi amati e di pasti da trascorrere in compagnia. Che si tratti di buone zuppe fumanti ai cereali o legumi, o di secondi piatti di carne arrosto, con contorni di verdure nostrane, uno dei migliori alleati dei mesi invernali è proprio il vino rosso. Protagonista del territorio marchigiano da secoli si fa gustare in molti modi e tanti sono i benefici che se ne traggono. Antiossidante di natura, antinfiammatorio e se consumato a giuste dosi, è un valido coadiuvante del sistema cardiovascolare e dell’umore stesso.

Noi lo amiamo per il suo carattere forte e perché anch'esso sa essere semplice e sublime allo stesso tempo. Sono molte le aziende vinicole e le cantine dove siamo andati a ricercare i vini migliori da proporre sulla nostra vetrina web. Con lo stesso amore che noi abbiamo per loro e per la loro storia, proponiamo dei vini locali marchigiani creati da mani esperte. 

 

La nostra scelta per accompagnare il vostro palato e i vostri sensi si è rivolta a cantine ricche di passato e di sapienza nel curare i vigneti: Il Conventino, La Tenuta Carlini, Barbera Pandolfi, Mariotti, Paci, Bucchini e Muraro

 

Pensiamo a chi lavora con maestria le vigne, come Il signor Ilario del Conventino che fa vino da sempre, da quando non importava di che veste si impreziosisse la bottiglia. Una memoria storica che al Conventino diventa una bandiera sostenuta e dispiegata dalla forza dello studio e della ricerca. Ed ecco che un Sangiovese come il Cardorosso ricco, profumato, glamour, dall’animo puro, ti trasmette grande energia vitale, diventa il compagno di giochi perfetto. All’analisi sensoriale è di un rosso rubino intenso e lucido. Al naso regala eleganti piccoli frutti rossi, quindi ginepro e rosmarino. Il sorso è pieno e complesso. La trama tannica è fitta e mai invadente. Nel finale conferma quel richiamo di spezie già annunciate dal naso e la franchezza delle note vegetali.

Per gli amanti del Pinot, il Pinot Nero Focara della Tenuta Carlini è l’espressione della produzione di vino italiana di nicchia proveniente da agricoltura biologica. Nella produzione del vino spumante adottano il Metodo Classico, anche conosciuto come champenoise. È considerato il più nobile dei vitigni, ed è riconosciuto anch’esso come “sottozona” Focara dal Decreto Ministeriale del 13/10/2011, ottenendo un brut d’eccellenza. Per gli appassionati di paesaggistica La Tenuta Carlini vale bene una visita: infatti il suggestivo promontorio spiovente a picco sull’Adriatico, che da Gabicce Mare porta alla città di Pesaro e nel cui ambito esisteva la tenuta, è stato dichiarato Parco Naturale Regionale del Monte San Bartolo per la sua alta biodiversità e per l’amenità del paesaggio collinare.

Un’altra eccellenza marchigiana è la cantina Barbera Pandolfi Orsini, ricavata all’interno di un complesso rurale risalente al XIX secolo, situato al centro dell’azienda agricola, in località Montalfoglio del comune di San Lorenzo in Campo (PU). Nasce dallo spirito imprenditoriale dei fratelli Andrea e Luca Orsini che rilevano l’attività di famiglia intrapresa nel lontano 1894 dal pioniere Vincenzo Pandolfi. Ad oggi produce vini unici e originali come il “Peggiore” di cui non fa fede il suo nome, anzi è il frutto di una maturazione importante in vigna.

Da sempre, Il Sangiovese, anche detto il Sangue di Giove, nome attribuitogli da un monaco cappuccino del convento di Sant’Arcangelo di Romagna, nei pressi del monte Giove, durante un banchetto in onore di papa Leone XII, il quale chiese come si chiamasse lo squisito nettare che i monaci avevano servito, è uno dei più importanti vitigni italiani, il più coltivato in Italia. Se ben coltivato, con basse rese, piante fitte - almeno 4000 per ettaro - può essere il vino dal perfetto equilibrio, con profumi molto raffinati, floreali, ma fragile.

Venendo ai piacere del palato, gli abbinamenti ideali di un ottimo Sangiovese sono da cercarsi con affettati misti e carni di maiale, con crostini succulenti e con i primi piatti della tradizione locale, come le paste ripiene fatte in casa, con ragù di carne.

 

Lasciatevi allora conquistare da questo vino che come diceva Gianvettorio Soderini, gentiluomo cinquecentesco, deriva da un “Vitigno sugoso e pienissimo di vino” e  “Che non fallisce mai”!